Pubblicato il 11.05.07 da Pasquale Larotonda in Autori


Quali amori allude Marilla Favale in queste poesie squisitamente femminili, ma tutt’altro che intimistiche e affettate?
Sono amori che si legano a persone, a cose, ad eventi, ma che sanno anche svincolarsi dai vincoli morbosi del mondo, da ogni abbraccio o risucchio mortale.

La narrazione del “viaggio” compiuto da Dedalo ci riporta indietro nel tempo, in una delle stagioni più calde della nostra storia, evocata tramite assi temporali mobili, in un continuo avvicendarsi di luoghi, volti, odori, echi di atmosfere condivise.
Il racconto è sostenuto da una prosa incisiva, flessibile nell’utilizzo di vari registri stilisticamente mai pretestuosi.
L’escursus biografico del protagonista è scandito in blocchi tematici e narrativi sempre in bilico tra la narrazione oggettiva e il resoconto memorialistico, a tratti onirico e surreale.
Una scrittura colta, architettata, in grado, non appena si posa sulla pagina, di farsi letteratura.
Incipit di Visita in fabbrica… con delitto.pdf
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È laureato in discipline demo-etno-antropologiche e vive a Ciampino. Oltre al racconto con cui partecipa al concorso 150strade, ci ha inviato la sinossi del suo romanzo di esordio che uscirà a settembre 2007: “Il viaggio del disincanto, diario di un antropologo”.
E-mail: lucio.schina@fastwebnet.it
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