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ESITO CONCORSO 2009 PDF Stampa E-mail
Scritto da 150 Strade   
martedì 05 gennaio 2010

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 Classifica finale del concorso 2009 avente per tema: Il coraggio, la paura, la speranza e l'allegria.

 Motivazioni della giuria

 

 

1°                        CAPACI – NOTTURNO – 1953           di      Michele FILIPPO 

Un tuffo nella Sicilia degli anni ’50, dove si respira un sentimento di paura che pare emanare dall’aria stessa ed un “ragazzo qualunque” che viene posto, in solitudine e nel buio, al cospetto di una situazione angosciosa. La forza quasi iniziatica della vicenda scatena nel protagonista l’ invincibile reazione fatta di coraggio quasi inconsapevole, speranza nella vita ed un vago senso ironico che conferisce alla storia un accento d’allegria. Eroi non per caso ma per nascita, le figure protagoniste del racconto sono la sintesi di una razza che prosegue imperterrita verso il domani assommando giorni su giorni in cui compie il continuo miracolo, secondo l’affresco disegnato nel racconto, di sopravvivere  alla inevitabile, spesso persino crudele, banalità del quotidiano.La narrazione si avvale particolarmente del felice connubio tra lo stile malinconico e aristocratico che ben descrive l’ambiente siciliano, ed una  prosa serrata e veloce che sottolinea l’atmosfera quasi picaresca del racconto. Ne risulta un ritmo vivace che distribuisce sul racconto il colore di un quadro verista.                     

2°                                         STANZA 108                                 di      Franca TAMAI

  La paura dell’ignoto, anzi, il terrore che annulla ogni dignità è il vero protagonista di questo racconto, nel quale è chiaramente descritto il titanico scontro tra il coraggio di una donna che cerca di liberarsi dell’angusto ruolo di colomba indifesa, e la viltà di un mostro-brava persona che cela la propria identità dietro il  frusto trucco della sorpresa per immobilizzare l’ignara vittima. Nel racconto aleggia un vago senso di impotenza rilevabile dallo squilibrio delle forze sulla scena. L’impianto della storia è nel classico stile thriller: un maschio predatore, una preda angosciata ed un comprimario complice più o meno volontario. Scritto con linguaggio diretto ed essenziale su un intreccio originale nel quale si sviluppano diversi piani narrativi, ne risulta una prosa che consente l’analisi maieutica dalla vicenda. Dopo la quale i ruoli si ribaltano perché il presunto predatore appare un vigliacco preda delle sue stesse paure, la vittima una donna intelligente e coraggiosa, anche se confusa, e l’apparente complice un comprimario che solo casualmente entra nella storia                

3°                              PRIMA, DOPO, MENTRE           di   Francesca FARAMONDI 

In questa breve ed intensa narrazione, l’autrice cattura l’attenzione dei lettori puntando il faro potente  della coscienza sulla atroce guerra che sconvolse l’Uganda. Entra in scena l’orrore dell’infanzia rubata ai soldati bambini ed altre inimmaginabili violenze dal quale racconto balzano le immagini prepotenti della paura e del coraggio per superarla. Mancano, apparentemente, la speranza e l’allegria, in questo racconto appaiate e nascoste nella energica spinta alla vita della protagonista che cerca di salvarsi, e nel coraggio di raccontare, prova che esalta la più grande vittoria sulla paura e contiene il sorriso dell’anima. Il racconto irrompe con la forza di un flash-back in bianco e nero, brevissimo e sintetico descrive con prosa essenziale e diretta quello che sembra un fatto personale. Uno stile privo di compiacimenti estetici  che, tuttavia, risulta commovente perché il narratore non  nasconde nulla: né l’orrore né la terribile bellezza dell’innocenza che cerca risposte anche nel sangue.   

4°                                     FILIPPO                                   di   Stefano MERENDA

 Una storia terribile di follia ed orrore che precipitano in un abisso privo di allegria. C’è posto solo per la speranza silenziosa, serpeggiante, invocata dal lettore nelle parole che, descrivendo la morte di un aguzzino, sono foriere di libertà per l’inerme vittima. Nel malessere provocato dal racconto, si fa strada il sentimento, sorprendente quanto ineluttabile, di pietà verso un povero mostro, a sua volta vittima di una perversa schiavitù che non ha saputo spezzare ma solo imporre ad un altro. Nel leggere questo racconto è necessario l’esercizio della misericordia per ricordare che l’ordinarietà dell’aberrazione non può disabituare al sano disgusto nei confronti di crimini come quello descritto. L’autore padroneggia l’orrore della vicenda affidandolo ad un linguaggio di contrasto, completamente privo di violenza e ad uno stile quasi dimesso e dignitosamente remissivo. Con la semplicità di un illustratore, l’io narrante ci invita a visitare i sentimenti negativi: la paura radicata nell’anima e nella mente, il coraggio disperato di vivere nonostante tutto, il seme della speranza che nasce dalla morte, come certi fiori nel deserto.                                

5°                                              VERGOGNA                     di Luigia BENCIVENGA 

Il racconto nasconde una feroce satira del qualunquismo sentimentale spacciato da un certo tipo di spettacolo, che fa leva sulle debolezze umane più diffuse per imporre bieche strategie di mercato. E’ anche il tentativo-stralcio d’analisi al perverso malinteso che spira nella società dei consumi: quello di cadere nella trappola della teatralità per non dover affrontare i problemi posti dai rapporti interpersonali, che vengono risolti con le soluzioni estreme della violenza o dell’indifferenza. La storia, più che raccontare metafore da cui estrarre elegie attorno alla paura ed al coraggio, alla speranza ed all’allegria, ordisce una trama in cui sentimenti importanti sono privati del loro significato emotivo e messi alle corde con nèchalance ed eleganza, senza alcun timore che lo scritto appaia dissacratore. Un linguaggio frizzante e di stile ne sottolinea gli intrecci con molta grazia e capacità di alleggerire o rafforzare, dove occorra, i momenti più improbabili della vicenda.       

MENZIONE SPECIALE PER IL PIU’ GIOVANE PARTECIPANTE 

Una unione oltre il destino di Marta Monacelli di 17 anni

 

Nel racconto “Una unione oltre il destino” la giovane autrice dimostra di aver raccolto in pieno la sfida lanciata dal tema del concorso, intessendo una storia che si avvale di tutti  gli elementi richiesti, interagenti compiutamente nel dar vita alla trama. Mette in risalto anche un sentimento più trascurato che è quello della vera solidarietà, capace di far scoprire lati nascosti di se stessi o  rinsaldare legami offuscati. Uno stile discorsivo ed intimistico sostiene la prosa giovane e fresca che fa pensare a certa letteratura di viaggio basata sui carteggi femminili inglese dell’ultimo ottocento, e che speriamo di incoraggiare con questa segnalazione.   

 

                                                                                                                                                               La giuria

                                                         Cari autori,

serata magica il 6 settembre  con un pubblico molto interessato che ha seguito per due ore le letture da parte del "Teatrone" e le interviste agli autori vincitori della IV edizione del concorso 150strade, venuti da Monaco di Baviera, Bari, Treviso ed altri dalla Regione.

Il tema è stato affrontato sotto tutte le angolazioni dalla giuria, dagli stessi autori, dal pubblico, dal poeta Roberto Zaccagnini che ha letto alcune poesie dialettali attinenti e narrato alcuni fatti divertenti.
I  50 pubblicati hanno ricevuto quasi tutti il libro omaggio la sera della premiazione o è stato loro spedito. Chi non lo avesse ricevuto è pregato di farne richiesta.

Siamo entusiasti di come si è svolta questa 4^ edizione del concorso e vdi come si è svolta la serata conclusiva. Ringraziamo tutti gli autori che hanno partecipato a questa edizione.

Vi terremo aggiornati

Seguiteci come sempre su www.150strade.org

Un abbraccio da tutti noi

Vi trascriviamo qui la prefazione al libro di quest'anno che dovrebbe sintetizzare i nostri sentimenti riguardo a questo concorso (a seguire i nomi dei magnifici 50): 
 

                                                                                 PREFAZIONE


Ad essere sinceri abbiamo avuto, fino ad un mese dopo il lancio del concor-so di quest’anno, la sensazione di aver sbagliato il tema e questo ha suscitato immediatamente in noi un corrispondente senso di colpa.
La colpa di aver impegnato i nostri autori, a cui teniamo moltissimo, in un coacervo di temi diversi tra loro che dicono tutto e niente mettendo in serie difficoltà chi si accinge a scrivere un racconto. E’ pur vero che avevamo da-to indicazoni sulla possibilità di scegliere anche un solo tema oppure spazia-re a volontà tra i concetti proposti.
Avevamo fatto i conti senza l’oste. L’oste, ovvero gli autori, hanno preso in mano la situazione con la consueta sicurezza e spontaneità e si sono prodigati in una grande varietà di storie affascinanti, ben superiori alle nostre aspettative;  essi stessi hanno sviluppato il loro tema prescelto senza alcuna esita-zione, creando storie accattivanti e piene di fascino.
Ancora di più: si sa che gli artisti in genere hanno un orecchio un po’ più sviluppato della gente comune, sono sempre in ascolto delle atmosfere che si respirano all’interno della nostra società.
E così i problemi, le paure, le angosce che viviamo ogni giorno sono i veri protagonisti delle storie che leggerete in questo volume  e delle altre pubbli-cate sul sito 150strade che non sono rientrate tra i prescelti 50 che, come di consueto, entrano a far parte della annuale antologia.
Storie drammatiche, disagio sociale, persecuzioni, stalking, l’immigrazione in tutte le sue facce, dalla lettera di ringraziamento ad una badante che si prende cura della propria mamma alla cruda cronistoria di un viaggio sui barconi della speranza, al disagio di non poter essere come gli altri studenti, fino alla percezione della realtà mistificata dai reality show di cui ci nutria-mo giornalmente che ci allontana sempre più dalla nostra vera, naturale vita.
Leggete questi racconti! Sono una lezione di vita, una denuncia di noi stessi a noi stessi, ma anche una speranza di poterci riappropriare delle nostre co-scienze e di ritrovare le nostre radici.
Ma ci sono anche racconti divertenti, pochi per la verità; segno che la perce-zione della società da parte degli autori che, ricordiamolo, hanno un orecchio molto più fine della gente comune, è quello di una società artefatta.
Il coraggio e la speranza sono poi il tema dominante di alcune belle storie.
Ci fanno  ricordare che ci sono anche aspetti positivi che inducono all’ottimismo, storie e percezioni di amore verso il prossimo, una mamma che non riesce a smettere di guardare il suo bambino, un mondo a colori, vi-sto da Kazal, un bambino di 17 anni;  nel “Secolo che non rise” un centena-rio che si fa la sua prima fragorosa risata prima di lasciare questo mondo. Leggete il poetico racconto “Santa Lucia” , “Io la amo, il resto che importa”, “Nanna Maria”, il mare d’Abruzzo di “Orlandino”, l’ossesione della “Not-te”, degno del miglior Stephen King. Leggeteli tutti! Ricordate che in un rac-conto c’è tutto. E’ vero, ci sono dei picchi di bravura e questo è anche il compito della giuria che anche quest’anno si è adoperata con grande impe-gno e professionalità, ma poi ci sono gli altri, pure bellissimi al punto che si avverte, in maniera quasi palpabile, la voglia di raccontare di sé, del mondo, di creare personaggi, scenari e di tendere a quella piccola luce posta vicino a noi che difficilmente riusciamo a raggiungere: l’ispirazione.
Non è certo un caso che, in pochi mesi, da quando abbiamo rinnovato il sito, abbiamo avuto 25mila contatti, una cosa semplicemente inconcepibile se pensiamo al tipo di società che abbiamo denunciato in apertura. Già! Sono ben altri i siti molto frequentati, e ci fermiamo qui! Ma allora è vero che siamo in tanti, appassionati delle cose belle e che vogliamo dividere questa bellezza con tutti. Basta dare un’occhiata ai click dei singoli racconti; c’è gente che scrive ma, ed è ancora più bello, c’è anche gente che legge. Ogni autore vuole sapere come gli altri, a Torino, in Svizzera, in Sicilia o in Euro-pa, ha inteso sviluppare il tema proposto.
Ultima cosa, qui non c’è lucro, non c’è niente se non una passione comune, appunto, per la vita e la bellezza.
Alla prossima!

I soci fondatori:

Michele Suriana

Mimmo Palmieri

Pasquale Larotonda"

 

Presentazione Giuria 2009  

MARILLA FAVALE

Poetessa e scrittrice, giornalista non professionista.
Nata a Velletri nel 1959, ha collaborato e collabora occasionalmente con varie riviste di genere letterario. Appare su diverse antologie poetiche ed ha pubblicato “Rime d’amori” e “Lo sguardo senza volto”, raccolte di poesia in verso libero. E' anche pittrice.
Si occupa per lavoro di studi su problematiche inerenti la salvaguardia ambientale.

MASSIMO FABI

Scrittore, storico e socio della casa editrice "Blitri" di Velletri.
Consulente e collaboratore di Istituti storici, Musei, Biblioteche, Archivi comunali ed Associazioni culturali nell'area dei Castelli Romani dove svolge anche attività divulgativa di storia locale presso istituzioni scolastiche. Tra i suoi lavori: "Sulle Decarcie nella città di Velletri", "Garibaldi e Velletri. 1849-1882, "Gli anni repubblicani. Velletri 1798-1799. II. La provincia di Velletri e le emergenze cittadine", ed altri.

 EZIO TAMILIA

laureato in filosofia, è giornalista, sceneggiatore ed autore televisivo. Ha collaborato con quotidiani di tiratura nazionale come il “Tempo” e “Repubblica”, dai quali è passato all’attivita' giornalistica alla Radiotelevisione italiana come inviato esterno. Da alcuni anni lavora, in qualità di autore di testi e sceneggiatore, per i canali Rai1 e Rai2 ed attualmente è impegnato con la seguitissima trasmissione “Domenica In”.

ARTURO MORELLI

 Arturo Morelli vive a Roma, è laureato in filosofia, diritto internazionale e scienze diplomatiche. Funzionario di organismi internazionali, ha ricoperto cariche di responsabilità in vari stati di Africa, Asia ed Occidente. Appassionato bibliofilo e libraio antiquario, svolge attività di consulente e lettore per case editrici italiane, nonché di traduttore dall’inglese, francese e spagnolo per opere di carattere letterario e sociologico.
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 20 gennaio 2010 )
 
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