facciamo il BIS con la 2^ edizione del concorso sul tema:
“reali, inventate, sentimentali, ironiche, grottesche, divertenti, comiche, in treno, in città, nel deserto, verso la natura, gli animali, intrighi, passioni, delitti e moderata sensualità…”
“Festa del 2 settembre 2007”
Cari autori,
si è conclusa nel migliore dei modi la serata di premiazione.
Sono stati premiati e intervistati gli autori finalisti; un’ottima band di ragazze e ragazzi (la sporca decina) ha creato le atmosfere musicali e ha poi proseguito con un concerto vero e proprio; Roberto Zaccagnini ha recitato le sue poesie sull’argomento; il gruppo “Il Teatrone” ha letto i racconti e interpretato 2 brevi atti unici di Campanile.
Sono stati consegnate le targhe, le pergamene e i premi consistenti in pubblicazioni sulla vita culturale e tradizioni della città oltre ai disegni in originale messi a disposizione dagli artisti Roberto Mangosi e Dario Di Simone.
Deliberazioni della Giuria
La giuria è giunta al seguente risultato:
1) L’OMBRA DEL VERO di Ivano Mugnaini
2) LA LIBERAZIONE di Simona Martella
3) RIFLESSIONI DI UN UOMO SENZA TEMPO di Lucio Schina
4) LE DANZE UNGHERESI di Maria Angela Pasquali e, a pari merito
5) CLEMENTE E LA SUA BELLA RAGAZZA di Maria Lanciotti
5) AMORE SOLO, SOLO AMORE di Roberta Strada
Inoltre,
accogliendo la richiesta della quasi totalità dei membri, si segnala il minore Luca, che nel racconto pervenutoci ha rivelato ottima propensione per la narrativa, ben impressionando la Giuria. Il racconto non ha lo spessore per meritare un premio, considerando anche la giovanissima età di Luca, tuttavia, si pensa che “fuori dall’ordine di classifica e di ogni specialità di merito” una promessa di talento possa essere cautamente incoraggiata.
Motivazioni per l’ordine di classifica
1) L’OMBRA DEL VERO:Lo stile elegante e l’avvincente narrazione sostengono una vicenda che avvolge il lettore nell’idea di una fine annunciata, per sorprenderlo invece, quando si fa strada una realtà diversa che non cambia il fine della storia, legato al sacrificio della propria personalità in nome di un sentimento d’amore.
2) LA LIBERAZIONE: per l’efficace sinergia tra la dolcezza dei ricordi, la drammaticità di alcune scene e l’uso di un linguaggio incisivo e non privo di poesia, che descrive le emozioni provate dal protagonista nel suo sacrificio in nome dell’amore per la libertà. l 3) RIFLESSIONI DI UN UOMO SENZA TEMPO: per i delicati toni di un linguaggio che, senza mai scadere, descrive le difficoltà conseguenti al trauma di un amore perduto, trasformandole in caldo sentimento di speranza che conforta il protagonista nella pur consapevole illusione che ha scelto di vivere. 4) LE DANZE UNGHERESI: descrive con immediatezza colta nella materia, sostenuta da una prosa solida eppure briosa, la magica identificazione tra l’oggetto del proprio amore ed una delle più alte espressioni dell’Arte, la Musica. 5) AMORE SOLO, SOLO AMORE: il protagonista guida il lettore attraverso i meandri della grande letteratura, mettendolo a parte di ogni suo smarrimento, in una ricerca che si trasforma in grande occasione di crescita ed educazione sentimentale. 5) CLEMENTE E LA SUA BELLA RAGAZZA: in un argomento che può indurre al facile sentimentalismo, il racconto, grazie soprattutto ad una prosa senza cedimenti stilistici, catalizza l’attenzione del lettore su una delle espressioni più incondizionate dell’amore, quello materno.
Motivazioni per Luca, fuori classifica
LA MIA PRIMA STORIA D’AMORE: nonostante l’età giovanissima, nel racconto Luca dimostra una maturità espressiva che merita di essere coltivata. L’apprezzamento di questa Giuria vuole essere uno sprone in tal senso.
“Lo cunto de li cunti…” ovvero il racconto dei racconti, è il titolo di un’opera semisconosciuta di G.B.Basile (Napoli, seconda metà del ‘500) nella quale si narra, per ben quarantanove volte, una storia. Forse sempre la stessa.
Qualche secolo dopo anche noi abbiamo pensato ad un argomento che non conosce confini, la storia d’amore, e lo abbiamo fatto volare da una finestra del web. Indietro è tornato uno stormo di creature volanti, tutte bianche, ognuna delle quali portava quasi la stessa storia raccontata in modo diverso, personali modi di intendere la “liaison” d’amorosi sensi attraverso la sfumatura dei ricordi, la crudezza del rifiuto, l’elaborazione di un inganno, la descrizione di una figura amata.
L’amore canta incessantemente la sua eterna canzone e chi l’ascolta, a volte, vuole raccontare come e dove l’ha sentita.
I partecipanti a questo concorso ci hanno scritto che cos’è per loro l’amore, verso chi lo provano oppure a chi sono disposti a darlo, come lo hanno conosciuto o perduto, per chi piangono o per che cosa vorrebbero piangere e ridere. L’intuizione nata leggendo i racconti dei “fruitori dell’amore”, che hanno risposto al nostro appello, ci ha rincuorati, ammaestrati e sorpresi, perché nel microcosmo di scrittori c’è grande varietà di stili, età anagrafiche, differenza di sesso, mestieri, vite ed esperienze.
Tutti, al di là di ogni parola assunta per descrivere i fatti, hanno dipinto preziose tessere prestandole ad un mosaico ben più stupefacente e sfaccettato, ricco di fantasia ed acute osservazioni sulla realtà; un patrimonio di cultura “di popolo” che meriterebbe una colonna sonora e l’onore del palcoscenico, perché è metafora di vita.
Chi ama scrivere sa che non è facile, in poche righe, rendere il pathos di una storia compiuta ma i nostri autori ci hanno insegnato che è possibile e, non solo, in alcuni casi ci hanno dimostrato che è perfino facile farlo.
Da altri abbiamo avuto ulteriore conferma di come le fantasie ed i desideri non realizzati possano esistere nella dimensione creata dalla parola scritta eleggendola a catarsi, riscatto dal magma emotivo di pulsioni intime e confuse della bellezza suprema del ricordo, troppo spesso annichilita dall’oblìo del tempo.
Nel miracoloso equilibro tra detto e non detto, vero e non vero dei racconti arrivati abbiamo scelto le storie che ci sembravano più rappresentative al riguardo del tema proposto, con un occhio ai diversi aspetti dell’amore, imprevedibile fanciullo che ama spesso celarsi in panni stravaganti.
La raccolta di “Storie d’amore” è nata così: somma di semplici considerazioni che hanno preso spessore leggendo storie intriganti, dal sapore antico o molto moderno e dalla sorpresa di scoprire quante facce ha l’amore.
Una volta di più.
Vorremmo che questo libro fosse una panacea contro la presunzione, che a volte prende ognuno di noi, di crederci cultori unici del sentimento, pianeti solitari nella galassia dei sensi, ed una cura efficace per i convinti che l’amore ci abbia abbandonati.
Infine, ma non ultimo pensiero, il nostro scrigno di idee ha una copertina accattivante creata dall’ironia gioviale e raffinata di Roberto Mangosi, che ringraziamo come amico e generoso artista.