Domenica 7 settembre alle ore 21 nella piazza Cesare Ottaviano Augusto di Velletri l’ Associazione 150strade con il patrocinio del Comune di Velletri – Assessorato alla Cultura -, ha presentato la serata conclusiva del III premio letterario nazionale per racconti brevi avente per tema “Il viaggio e l’avventura” con proclamazione del vincitore e premiazione dei finalisti, atmosfere musicali del complesso “La Sporca Decina”, letture ed interpretazioni a cura della compagnia “Il Teatrone” ed un intervento del poeta dialettale Roberto Zaccagnini. Tutti i finalisti erano presenti alla serata.
la Giuria incaricata di valutare gli scritti del concorso in oggetto, composta da: Marilla Favale, Massimo Fabi, Daniele Serapiglia;
vista l’aderenza ai requisiti richiesti e la qualità dei lavori ha presentato la classifica nel seguente ordine:
Inoltre
la Giuria ha assegnato la
MENZIONE SPECIALE AL PIU’ GIOVANE AUTORE PARTECIPANTE
a Silvia di 11 anni che ha scritto il racconto “Un tuffo dentro l’avventura”.
Motivazioni per l’ordine di classifica:
1) CINQUE MISSIONI Nel racconto di ambientazione storica, ottimamente strutturato e di scorrevole lettura, è proposta un’originale ipotesi per la misteriosa scomparsa dello scrittore- aviatore Antoine de Saint-Exupèry: quella del viaggio estremo che conduce all’avventura vera, poiché trascende la vita stessa per inoltrarsi al di là di essa. L’autore riesce a descrivere il momento delicatissimo in cui il protagonista sceglie, con lucida determinazione e grande autorità sulle proprie paure, di andare incontro ad una sorte sconosciuta ma più coerente con il proprio vissuto piuttosto che soggiacere all’indeterminata attesa proposta dalla vita e dal buonsenso.
2) L’ALBA DEL VIKOS E’ il diario di un’impresa speleologica raccontata con grande equilibrio tra le visioni analitica, tecnica ed emozionale, intessute su di uno sfondo leggermente simbolico. Se la filosofia di Eraclito ammonisce sull’impossibilità di trovare i confini dell’anima, è pur vero che fa parte dell’avventura umana raccogliere la sfida di cercarli sempre e dovunque: sui picchi più alti o nei baratri più nascosti e nel racconto è ben espresso che il significato meraviglioso dell’eterno ed incompiuto nostro esistere si può ritrovare in un luogo qualunque, per esempio al cospetto di un’alba.
3a) OOO E’ un racconto di fantasia, originale e ben strutturato, che proietta il lettore nella tesi, sottaciuta e paurosa, di una possibile “autocoscienza” del la virtualità. L’autore ci guida affabilmente e con sapienza, nelle vesti di protagonista, dentro le artificiose estensioni delle nostre capacità comunicative, leggiando su questa originale avventura anche l’indispensabile senso di onnipotenza che anima il viaggiatore quando affronta lo sconosciuto. Dal viaggio nell’universo parallelo si esce con il dubbio che l’alto livello del compendio tecnologico non sia più solo un mezzo ma aspiri ad essere un “conduttore” quasi umano.
3b) LA DEVIAZIONE E’ un racconto improntato al simbolismo: della circolarità degli eventi,della possibilità che il libero arbitrio cambi gli stessi e della imperscrutabile superiorità del caso. Con esposizione molto scorrevole, l’autore rappresenta una metafora dell’avventura quando essa non è solo volontaria e ludica ricerca di un diversivo ma strumento del caso e fermo ammonimento della necessità a scegliere una strada alternativa ai rassicuranti itinerari abituali. E’ l’invito ad osare per riprendere ciò che credevamo perduto che non tiene conto del la grandezza dei confini di un’avventura, ciò che conta è l’emozione che può pro
durre esiti inaspettatamente felici
4) TAPPA A KARACHI Propone una fanta – avventura, è ben strutturato ed equilibrato con ottima definizione dei personaggi. Dall’apparentemente inestricabile groviglio degli elementi narrativi, l’autore estrae un racconto che non lesina sulle emozioni tipiche del viaggio – avventura: la tensione elettrizzante ed il sottile fascino del pericolo vissuto in un luogo esotico tra incontri misteriosi, azioni travolgenti, stupore, adrenalina ed il pizzico di immancabile fortuna che accompagna gli eroi. Oppure i viaggiatori. Perché, spesso, la realtà assomiglia alla fantasia molto più di quello che si immagina e questa frizzante storia
ce lo ricorda.
5)CREMA SULLE SCALE L’autore indaga con ironica leggerezza nella triste problematica della solitudine scegliendo un originale evento narrativo. Da questo racconto è palpabile come la forza del desiderio sia in grado di modificare situazioni che sembravano definitive, e possa spingere ad intraprendere un viaggio avventuroso inseguendo un pretesto della cui importanza ognuno può discutere, e nella birichina follia di un istante dimenticare i limiti imposti da ristrettezze psicologiche o fisiche per lanciarsi in un avventuroso sogno di conquista…
Menzione speciale della giuria per l’autore partecipante più giovane
Silvia di anni 11 Nel racconto “Un tuffo dentro l’avventura”, delizioso intermezzo permeato di grazia e dolcezza non più infantili e non ancora adolescenziali, Silvia dimostra vera precocità espressiva, rilevabile dalla capacità di sintesi
che sottolinea alcuni passaggi del racconto. Tale maturità, certamente conquista ta grazie a molte letture, esercizi di lingua e prove di scrittura, La Giuria ha molto ammirato e vuole, con questa nota, incoraggiare la giovane autrice nel suo cammino
CONCORSO LETTERARIO 2008
REGOLAMENTO DEL CONCORSO 150strade – racconto breve –
Art. 1. E’ indetto un concorso letterario per racconti inediti avente per oggetto il seguente tema: “Il viaggio e l’avventura” 3^ edizione;
Art. 2. I racconti, in lingua italiana, devono avere una lunghezza massima di 90 righe (fino a quattro cartelle). Ogni partecipante può inviare un solo racconto;
Art. 3. I racconti, inediti, devono essere inviati per posta elettronica entro il 30 giugno 2008;
Art. 4. Tutti i racconti saranno pubblicati e consultabili sul sito www.150strade.org;
Art. 5. Tra tutti i racconti pervenuti in tempo utile una apposita Giuria, a insindacabile giudizio, sceglierà il vincitore e segnalerà i primi cinque classificati.
Art. 6. I partecipanti al Concorso rinunciano, contestualmente all’invio dei racconti, a qualsiasi titolo di riconoscimento dei diritti di autore, limitatamente alla pubblicazione oggetto del concorso stesso. L’associazione 150strade infatti, oltre alla pubblicazione sul sito, raccoglierà i migliori racconti in un libro che sarà presentato, nei primi giorni di settembre 2008 in luogo da definire con la partecipazione di attori, che leggeranno alcuni racconti e musicisti che allieteranno la serata. Il libro con i racconti degli autori premiati e segnalati dalla giuria potrà essere prenotato per e-mail o ritirato direttamente nella serata della premiazione.
Art. 7. Verranno accettati solo i racconti arrivati entro il 30 giugno 2008 e inviati per posta elettronica in formato word ai seguenti indirizzi: info@150strade.org oppure concorso@150strade.org.
Non verranno presi in considerazione quelli che, per gli argomenti trattati, a insindacabile giudizio della redazione, potrebbero esporre l’associazione a contenziosi di tipo legale.
Art. 8. Il presente concorso sarà pubblicizzato sui mezzi del trasporto pubblico locale, nelle scuole e attraverso i media.
Art. 9. Il vincitore verrà premiato in una apposita manifestazione che si terrà ai primi di settembre 2008. Premi anche per il 2°, 3° 4° e 5° classificato consistenti in pubblicazioni varie e altri che si renderanno disponibili da parte di sostenitori e sponsor eventuali.
Art.10. Corredare con nome, cognome, età, professione, e-mail o indirizzo. I dati personali trasmessi verranno trattati in conformità alla Legge 675 del 31.12.1996 e successive modificazioni (D.Lvo 196 del 30.06.2003).
Art. 11. Ai sensi del D.P.R. 430 del 26.10.2001 art 6, il presente concorso non è soggetto ad autorizzazione ministeriale.
Nota al regolamento: al fine di tutelare i minori la redazione ha deciso di pubblicare i loro racconti con il solo nome e l’età dell’autore. Segnalateci se si tratta di minori.
Purtroppo la lettura non si insegna nella scuola, a vantaggio del bombardamento quotidiano di immagini e suoni d’ogni tipo, col risultato che molti giovani perdono la passione, il gusto di entrare con la propria personalità, nelle immagini scritte e si accontentano di quel poco che può arrivare ad una prima sommaria lettura.
Eppure le mamme sanno bene quanto sia importante la lettura di una bella favola con tanto di interpretazione e voci dei personaggi; lo stesso interesse potrebbe suscitare una buona lettura ad alta voce ma, per questo, anche senza essere degli attori, è necessario tenere presente alcuni aspetti:
già applicando nella lettura ad alta voce le funzioni che svolgono il punto (chiude un periodo e apre un nuovo concetto), la virgola (la pausa più breve di un periodo, è un segno di passaggio), il punto e virgola (una pausa un po’ più lunga, serve per staccare pur mantenendo lo stesso concetto) o i due punti (pausa d’attesa o di spiegazione ulteriore oppure introduce un discorso diretto), si dona maggiore chiarezza e godibilità d’ascolto a qualsiasi brano.
Basta scegliere una parola della frase e appoggiare intenzionalmente il tono su questa piuttosto che su un’altra, per modificare il senso della frase:
-“STASERA vado a cena dalla nonna” (non ci vado domani, ci vado stasera perché domani non posso);
-“Stasera VADO a cena dalla nonna” (finalmente mi decido e vado a cena dalla nonna);
-“Stasera vado A CENA dalla nonna” (è’ così brava a cucinare oppure non vado a pranzo ma a cena);
-“Stasera vado a cena DALLA NONNA” (la lasciamo sempre sola ma io vado a farle compagnia oppure: può essere dolcissima ma anche una rompiscatole).
Bisogna sempre tenere conto del sottotesto: paroline non scritte che sono il vero significato della frase.
l’espressività non è soggetta a regole precise, è intuitiva; abbassare la voce o cambiare tonalità all’interno di un periodo assume un valore espressivo particolare che non è segnalato dalla punteggiatura. Ma quali sono gli elementi espressivi della voce:
- COLORE: è paragonabile a un sentimento. La voce restituisce all’ascoltatore una immagine sonora riflessa di uno stato d’animo. Es.: “C’è chi non agisce e pensa” – Si può dire in maniera riprovevole o conciliante oppure accusatorio o noncurante. Le coloriture possono essere: Affettuoso, bonario, scherzoso, drammatico, solenne, grave, afflitto, lacrimoso, implorante, umile, minaccioso, fiero, ironico, cordiale, amoroso, sincero malizioso, accondiscendente, romantico, narrativo, indifferente, aggressivo, violento, volgare, triste, affermativo, ansioso, conclusivo, esplicativo, sensuale.
- TONO: è un elemento misurabile; come per i tasti di un pianoforte può andare dalla nota più bassa a quella più acuta, fino al grido, allo strillo, nei limiti delle possibilità umane che per il canto è due ottave e per il semplice parlare è un’ottava e mezza. Aggiunge espressione alla lettura e, in misura equilibrata secondo il nostro senso estetico, evita la monotonia o il monocorde.
- VOLUME: Dipende dall’impiego di fiato che determina l’ampiezza dell’onda sonora emessa. Quanto più si impiega il fiato, tanto maggiore sarà il volume; smorzando, invece, questa potenza espulsiva, diminuiremo di conseguenza il volume. Quindi il volume sarà più debole su un punto intimo e delicato del discorso e forte, fino a parole e sillabe scagliate come strali, nel caso di un passo aggressivo. Può essere modestissimo – medio – fortissimo. Sempre con un certo equilibrio.
- TEMPO: E’ la maggiore o minore velocità con cui leggiamo, affidato alla sensibilità individuale, paragonabile alla buona esecuzione di un pezzo musicale. Le variazioni del tempo non stridono mai fra loro ma compongono un tutto armonico che suscitano emozioni e reazioni diverse nell’ascoltatore. Le variazioni di tempo possono essere: lentissimo – lento – adagio – mosso – veloce.
- RITMO: E’ dato dal succedersi degli accenti di frase. La differenza tra una lettura con il pensiero ed una ad alta voce o un discorso improvvisato sta nel diverso rapporto tra l’oratore e il testo. Nel primo caso una virgola sarà sempre una virgola, così come un punto; nel rivolgersi ad un pubblico, invece, questa potrebbe avere una sospensione più lunga e il punto potrebbe addirittura essere ignorato. Il ritmo può essere piano – incalzante – tormentato. Col ritmo si possono sconvolgere le leggi sintattiche di punteggiatura. Cambiando spesso ritmo all’interno delle frasi, l’uditorio troverà più piacevole ciò che gli viene proposto. In doppiaggio si usano due segni per la pausa: “/” per la pausa corta e “//” per la pausa lunga; si possono usare anche frecce corte o lunghe per indicare un rallentamento o una accelerazione o segnare delle legature tra le parole.
- MORDENTE: Esprime il grado di manifestazione globale dell’articolazione e dipende dalla muscolatura dell’apparato fonatorio. Combatte la monotonia nella lettura. Il mordente rappresenta l’insieme delle vibrazioni, contrazioni e fremiti della nostra voce che trasmette emozioni e affetti. Si perviene al mordente con una grande concentrazione sul testo da leggere ed una cosciente spersonalizzazione nei confronti o a favore del suo autore. Si può avere una scala da 1 a 10 a partire dalla contrazione più modesta fino ad arrivare alla più forte dell’apparato fonatorio.
Comunque esistono molti modi di leggere o interpretare, quante sono le capacità espressive umane, subordinate naturalmente all’autore che ne predispone la costruzione e ne indica i salienti significati.
Per evitare di ammattire inutilmente con tutte queste indicazioni possiamo suggerire, nell’accingerci alla lettura di un brano, di seguire i seguenti passi:
1. Leggiamo il primo periodo curando unicamente la messa a fuoco del colore a prescindere dagli altri valori. Dopo avere la certezza di aver distribuito nelle parole lette il colore, si passa al tono;
2. Quindi con il rispetto di tutte le variazioni di tono, mantenendo il colore già fissato;
3. Distribuiamo il volume senza perdere di vista tono e colore;
4. Ora Il tempo mantenendo volumi, tono e colore;
5. Quindi il ritmo non perdendo i valori precedenti;
6. Infine il mordente rispettando tutti i valori considerati.
Proviamo a leggere un brano dall’Uomo dal fiore in bocca (Luigi Pirandello) concentrandoci sulla scala del mordente (articolazione della muscolatura dell’apparato fonatorio) ma tenendo presente, per quanto possibile, anche gli altri elementi espressivi:
“A casa io non ci sto. Ho bisogno di starmene dietro le vetrine delle botteghe, io ad ammirare la bravura dei giovani di negozio. Perché, lei capisce, se mi si fa un momento di vuoto dentro…lei lo capisce, posso anche ammazzare come niente tutta la vita in uno che non conosco…cavare la rivoltella e ammazzare
uno che come lei, per disgrazia, abbia perduto il treno…
no no, non tema, caro signore: io scherzo!
me ne vado.
ammazzerei me, se mai…
ma ci sono, di questi giorni, certe buone albicocche…Come le mangia lei? Con tutta la buccia, è vero? Si spaccano a metà; si premono con due dita, per lungo…
come due labbra succhiose…Ah che delizia!”
Pasquale Larotonda
e-mail: p.larotonda@tiscali.it